uritiba. Città senza passato e dall`incerto futuro. Negli ultimi trent`anni, questa moderna capitale dello stato meridionale del Paranà è stata pioniera sotto il profilo ambientale e ha rappresentato un modello urbanistico nel mondo, enfatizzando la filosofia degli spazi aperti e dei pubblici trasporti. Tra queste apprezzabili innovazioni, Curitiba annovera la prima strada in Brasile riservata esclusivamente ai pedoni e un centro di educazione ambientale. Ma oggi la città sembra aver perso questa sua impostazione e si è trasformata nella Detroit del Sudamerica. Non solo vi si contano ben cinque fabbriche di automobili, ma un numero crescente di persone sta tornando ai vantati sistemi di transito riempiendo le strade di veicoli.
Sul fronte culturale, la città non ha mai avuto molto da dire. Popolata principalmente da europei immigrati, molti di essi provenienti dalla Polonia, Curitiba non ha goduto i benefici delle fonti indigene e africane che hanno invece arricchito la cultura popolare di altri stati. Il suo poeta più noto, Paulo Leminski (1944-1989), biasimò la povertà culturale della città e la repressione del piacere e della creatività compiuta dall`etica puritana e avara degli immigrati. `Da un punto di vista freudiano, Curitiba ha una fissazione anale. Il nostro peccato è l`avarizia. Creare, qui equivale a sperperare e ciascuno crea qualcosa soltanto per eccesso. Per esubero`, scrisse Leminski. Mentre il benessere economico della città permise il consumismo culturale (`Accesso ai diritti industriali di civilizzazione, la grande avventura esistenziale della classe media`), non vi fu una controparte creativa al consumo, un fatto quest`ultimo che il poeta ascrisse al benessere (`Forse la cultura è prodotta soltanto in presenza di grandi privazioni`) e all`assenza di una cultura popolare locale.
Nel 1996, dieci anni dopo che Leminski pubblicò questi giudizi in un saggio, questi concetti furono riesaminati da Marcelo Sandmann nell`articolo Algumas Cançoes em Curitiba (Alcune canzoni a Curitiba, pubblicato nella rivista letteraria Letras). Sandmann, docente di letteratura presso l`università federale del Paranà e poeta, concluse che la produzione musicale curitibana non era ancora cambiata sufficientemente per provare che il giudizio di Leminski fosse sbagliato. Tuttavia, reclamò Sandmann, la città stava manifestando un desiderio di cambiamento. In assenza di un fertile terreno sociale nel quale affondare le proprie radici, Curitiba sta ripiegandole all`esterno per captare l`influenza creativa proveniente da altri stati del Brasile e piu` in generale da tutto il pianeta.
Non inaspettatamente, molta della musica creata a Curitiba è stata e tuttora è rock e pop. Sandmann, comunque, focalizzò la propria attenzione su tre canzoni popolari dal gusto tipicamente curitibano. `Não dê pipoca ao turista` (Non date popcorn ai turisti), scritta da Carlos Careqa, Adriano Sátiro, e Oswaldo Rio e registrata da Careqa nell`album `Os homens são todos iguais`, è un motivo simile a un jingle che reca riferimenti precisi ai locali della città, che non sono luoghi turistici, ma luoghi di ritrovo della popolazione marginale come operai, travestiti e prostitute. `Passantes` (Passanti), composta da Luiz Antontio Fidalgo e registrata dal gruppo Fato nel primo disco eponimo di questo gruppo, è un duetto d`amore inscenato negli spazi pubblici della caratteristica Rua XV, Galeria Schaffer, sinonimi del centro città. `Filhos de Gdanski`, composta dal carioca Antonio Saraiva e registrata dal gruppo curitibano `Beijo AA Força` nel CD `Sem suingue` (Senza Swing), è un`inchiesta satirica sul profilo culturale della città. Il titolo incorpora il nome di una città polacca in quel famoso blocco-afoxé baiano Filhos deGandhy (Figli di Gandhy, scritta con la y per qualche ragione), e lo scherzoso stile musicale è l`afro-brasiliano ijexá, quantunque eseguito da cantanti bianchi in giacca e cravatta.
La ricerca di voci interessanti continua sia in Curitiba che fuori, perlomeno per due artisti della città più dotati che hanno scelto di vivere altrove.
`Do Lado da Voz` di Chico Mello
Nato a Curitiba, Chico Mello ha studiato composizione con José Penalva e Hans Joachim Koellreuter, compositore clasico che pure fece scuola a Tom Jobim. Mello ha ripercorso al contrario gli itinerari dell`immigrazione europea a Curitiba e dal 1987 è andato a vivere a Berlino, dove trova la più grande libertà di espressione artistica. In Germania ha continuato i suoi studi di composizione con il ricercatore tedesco Dieter Schnebel e ha studiato l`indiano Dhrupad cantando con Amélia Cuni. E` ugualmente attivo sia in Brasile che in Europa, e il suo lavoro integra la tradizione brasiliana con espressioni di avanguardia internazionali. Ha composto sia per orchestre da camera che per orchestre come la Berlin Symphony, la Radio Orchestra di Colonia e la Bavarian Symphony, e ha collaborato con gli autori più disparati come Schnebel, la compositrice-chitarrista di musica improvvisata Silvia Ocougne, il cantautore Carlos Carega, e il rocker minimalista Arnold Dreyblatt.
Il nuovo, interessante disco di Mello, Do lado da voz, è il suo primo album di tutte canzoni. Il recente interesse per le canzoni poggia sui suoi studi di Dhrupad e sul suo lavoro con Silvia Ocougne nel CD Musica Brasileira De(s)composta (per l`etichetta tedesca Wandelweiser Records). Fin dai primi anni `90 egli ha elaborato versioni inusuali (o de-composizioni, come le chiama) di canzoni brasiliane di epoche differenti. I suoi testi e qualche volta gli arrangiamenti alterano i tempi di queste musiche, recando pause e ripetizioni nei ritmi originali e inserti di vecchie registrazioni e contrappone dissonanze strumentali a cantati di impostazione lirica, allontanando queste canzoni dal loro contesto originale e trasformandole essenzialmente in nuove composizioni. L`esempio più recente di questo recupero è `Eu te amo` (una canzone scritta da Tom Jobim e Chico Buarque nell`80), registrata sul CD 7 Artistas do Brasil (per l`etichetta GGM Records), e pure inclusa nel suo nuovo disco. Il brano è stato eseguito per voce, piano, clarinetti, basso elettrico e percussioni. Quest`ultimo è stato eseguito per evidenziare la punteggiatura musicale piuttosto che per propositi ritmici. In Pensando em ti (un brano del 1957 scritto da Herivelto Martins e David Nasser), strumenti a corda e clarinetti suonano frasi ripetitive, mentre la parte cantata sorge da un sorprendente duetto tra la voce delicata di Mello e frammenti di registrazioni tratte da brani di Nelson Gonçalves. Il samba Mentir (1933) di Noel Rosa mantiene il ritmo originale ed è giocato sulla chitarra acustica, il canto intimista di Mello e il suono di una falsa tromba generata con la voce. In un altro samba di Noel Rosa, Já cansei de Pedir (del 1935), il cantato e il suono del sassofono sono contrappuntati da frammenti del brano orchestrale Amarelinha di Mello, suonati dalla Berlin Symphony Orchestra. Carolina (composizione di Chico Buarque del 1967) è data da una tranquilla interpretazione vocale accompagnata dal suono ripetitivo di una chitarra e un violino che richiama il suono di un`arpa israeliana. Il valzer Rosa (composto da Pixinguinha nel 1917) è trasformato da un cantato più lento dell`originale e ritmi accelerati ed è eseguito da chitarre e percussioni darabuka. pCuritiba, quel suono dal Sud, di Daniella Thompson – Musibrasil – musica parole immagini del Brasile Heap Popularnudeactress Et Zooey Deschanel Popular Nude Actressz t Nude Actress aCuritiba, quel suono dal Sud, di Daniella Thompson – Musibrasil – musica parole immagini del Brasile Heap Popularnudeactress Et Zooey Deschanel Popular Nude Actressh Nude Actress Popular